Cetonia aurata pisana Heer 1841


Dimensioni 14-23 mm
Specie dalla colorazione metallica molto variabile, di solito verde ma anche bronzo, rame, viola o blu, e con un numero di tacche bianche sulle elitre anch'esso variabile, occasionalmente presenti anche sul pronoto che non di rado si presenta più scuro.

Spesso confusa con Protaetia cuprea , ma questa è più grande e lucente, priva di tacche chiare (presenti però in alcune sottospecie), con un ribordo violaceo al pronoto ed elitre rigonfie lungo la sutura. Cetonia carthami, endemica di Sardegna, è molto simile ma è caratterizzata da una punteggiatura più marcata su pronoto ed elitre e da una maggiore pubescenza, in particolare nella zona addominale inferiore.
Gli adulti frequentano prati, giardini, boschi e frutteti, nutrendosi di fogliame, fiori e frutta, ma anche della linfa che fuoriesce dai tronchi. Le larve svernano nel legno marcescente oppure nel terreno ricco di sostanza organica, sono strettamente detritivore e non si nutrono di radici come quelle degli altri cetonidi italiani.

Periodo di attività da maggio a settembre. Gli adulti possono svernare, per riprendere un'ultima volta le loro attività l'anno successivo. Se disturbati, emettono un cattivo odore simile all'urina, inoltre hanno la capacità di volare, seppur in modo sgraziato, senza sollevare le elitre ma dispiegando lateralmente le ali membranose al di sotto di esse.
Presente in tutta Italia, in Sicilia è sostituita dalla sottospecie endemica sicula.