Libelloides coccajus (Denis & Schiffermüller 1775)


Apertura ali anteriori 45-55 mm
Corpo nero fortemente pubescente, capo libero e mobile, occhi grandi e sporgenti, apparato boccale masticatore, antenne molto lunghe e clavate, zampe giallo-nere. Le ali sono membranose, fittamente venate, ialine (non squamate) ma con aree più o meno estese colorate di bianco o giallo; le posteriori hanno forma sub-triangolare e presentano un'ampia macchia basale scura, che arriva a toccare o quasi l'angolo posteriore. Tipico, sempre nelle posteriori, anche l'andamento ondulato della porzione colorata. Il maschio si distingue dalla femmina per la presenza di due appendici addominali.

Libelloides latinus ha ali posteriori di forma e disegno differenti, zona basale scura ridotta e strie nere verso l'apice alare. Libelloides lacteus ricorda molto L. coccajus per la forma delle ali posteriori, ma anch'essa ha macchia basale meno estesa e disegno alare non ondulato.
Tipica di prati poco sfruttati come pascolo, colonizza gran parte delle aree collinari, dalle pendici più a valle fino a ridosso del crinale, preda altri insetti volanti durante il giorno e depone le uova sugli steli delle piante erbacee. Le larve, anch'esse temibili predatrici, cacciano sulla superficie del terreno appostandosi in attesa della vittima.

È la specie più comune del genere ed anche quella a volo più precoce, difatti fa la sua comparsa già ad aprile, volando fino a luglio. Il nome Libelloides deriva dall'abitudine di ripiegare le ali lungo il corpo a mo di tetto in posizione di riposo, proprio come le libellule.
Presente in tutta Italia eccetto la Sardegna.