Libelloides latinus (Lefebvre 1842)


Apertura ali anteriori 45-55 mm
Corpo nero fortemente pubescente, capo libero e mobile, occhi grandi e sporgenti, apparato boccale masticatore, antenne molto lunghe e clavate, zampe giallo-nere. Le ali sono membranose, fittamente venate, ialine (non squamate) ma con aree più o meno estese colorate di bianco o giallo e strie nere verso l'apice; le posteriori hanno forma diversa rispetto alle specie congeneri, macchia basale scura ridotta e disegno nettamente differente. Il maschio si distingue dalla femmina per la presenza di due appendici addominali.

Libelloides coccajus ha ali posteriori sub-triangolari, con disegno dall'andamento ondulato, e zona basale scura che arriva a toccare o quasi l'angolo posteriore. Libelloides lacteus ha macchia basale ugualmente ridotta e si differenzia per la forma ed il disegno delle ali posteriori, quest'ultimo non ondulato, più simili a quelli di L. coccajus.
Tipica di prati poco sfruttati come pascolo, colonizza gran parte delle aree collinari, dalle pendici più a valle fino a ridosso del crinale, preda altri insetti volanti durante il giorno e depone le uova sugli steli delle piante erbacee. Le larve, anch'esse temibili predatrici, cacciano sulla superficie del terreno appostandosi in attesa della vittima.

Vola da maggio a giugno. Il nome Libelloides deriva dall'abitudine di ripiegare le ali lungo il corpo a mo di tetto in posizione di riposo, proprio come le libellule.
Presente in tutta Italia eccetto la Sardegna, dubbia in Sicilia.